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L'INFERNO
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Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Teologia, morale, spiritualità, apologetica, chiesa
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Sir Richard







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MessaggioInviato: Mar Mar 13, 2012 9:28 pm    Oggetto:  
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La mia opinione (molto simile a quella di Sesbassar ed SG) l'ho esposta in un vecchio topic. Ti cito quello che avevo scritto:

Citazione:
Vorrei finalmente fare un pò di chiarezza sul fatto: cos'è l'inferno? com'è fatto? quanta gente c'è?

Ma soprattutto, la domanda più frequente riguardo all'inferno, che spesso porta alcuni credenti ad abbracciare teorie eretiche quali annichilazionismo o universalismo, è "ma è veramente giusto per un uomo che non ha accettato Cristo soffrire per l'eternità?"
La domanda viene posta sia dagli atei anticristiani sia da credenti con dei dubbi sinceri su questa dottrina. Secondo me la maggior parte delle incomprensioni nascono dal fatto che fino a poco tempo fa si immaginava l'inferno come una specie di "camera delle torture", di fuoco letterale e di estremo dolore fisico. Ma nelle Scritture la faccenda si presenta in modo ben diverso: in effetti, la punizione principale consiste in uno stato di vergogna e disgrazia. Una persona in stato di vergogna non potrebbe mai entrare alla presenza di Dio, ma al contrario cercherebbe di allontanarsi il più possibile da Colui che possiede la più gloria più grande e il maggior onore. L'inferno sarebbe così un'eternità passata a cercare di allontanarsi sempre più lontano dalla Santità divina, ma dato che Dio è onnipresente e in lui si trova ed esiste ogni cosa, senza riuscirci mai.
In questo caso la pena fisica e mentale deriverebbe dal rimpianto e dalla vergogna del giudizio di essere esclusi per sempre da Dio, dal Paradiso e dalla gloria destinata all'uomo fin dalla fondazione del mondo. Seguendo questo scenario, qualcuno con dei peccati più gravi avrebbe da vergognarsi maggiormente di uno con delle colpe minori. Potrebbe avvertire l'onnipresenza di Dio con maggiore intensità di un altro. Si ritroverebbe, in pratica, a fuggire con più difficoltà, più spesso e sempre più lontano degli altri.
Alcuni passaggi biblici, in particolare, supporterebbero questa visione delle cose. Un esempio lampante è il famoso verso:

Dan. 12:2 "Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno; gli uni per la vita eterna, gli altri per la vergogna e per una eterna infamia."

Da notare il tipo di punizione inflitto. In più, pare che la famosa espressione "pianto e stridore di denti" sia un'antica metafora semitica che descrive la reazione di persone disonorate pubblicamente da qualcuno. Anche nel passaggio del vangelo di Luca del ricco e Lazzaro possiamo notare che il tenore di vita dei due viene invertito, e quella di Lazzaro, in quanto mendicante, era la condizione con la minore rilevanza nella società, di conseguenza la più vergognosa. Ma soprattutto, il fuoco, rappresenta la mancanza di Dio (al contrario, la presenza di Dio, lo Spirito Santo, viene rappresentato proprio come acqua, l'"acqua viva"). Un fuoco che non brucia il corpo provocando dolore (come nel Corano), ma affligge profondamente l'anima, che rimane "assetata" di Dio per sempre.
Potremmo parlare anche della dottrina della Teosi: coloro che appartengono a Dio cresceranno nella sua grazia, mentre quelli che lo hanno rifiutato resteranno nella loro condizione per l'eternità; sarà come vedere fuori dalla finestra la gente che si sviluppa e cresce, senza poterlo fare a loro volta; un esperienza frustrante, ma che non involverà dolore fisico.

Questa qui è la mia opinione sulla questione dell'inferno; un'opinione che concilierebbe bene l'amore divino con la possibilità di una punizione eterna, e che potrebbe perfino rientrare nel Catechismo, dato che non mi sembra lo contraddica in nessun modo:

Citazione:
1035 La Chiesa nel suo insegnamento afferma l'esistenza dell'inferno e la sua eternità. Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell'inferno, « il fuoco eterno ». 631 La pena principale dell'inferno consiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l'uomo può avere la vita e la felicità per le quali è stato creato e alle quali aspira.

Spero che possa essere utile, a me personalmente ha aiutato molto! Che Dio vi benedica tutti Eheh!


Sicuramente potrai beneficiare dalla lettura dell'intero topic, perciò ti posto il link:
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"Leggi, non per contraddire e confutare; non per credere e accettare; non per trovare materia di discorsi, bensì per soppesare e giudicare. Certi libri vanno assaggiati; altri, divorati; pochi masticati e digeriti." (Francis Bacon)
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MessaggioInviato: Mer Mar 14, 2012 2:07 pm    Oggetto:  
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mi pongo una domanda: due ragazzi poniamo di 20 anni di eta' atei o lontani da dio. uno muore a 20 anni in peccato l'altro campa sino a 50 e in questi anni si redime. ecco perche' il secondo ha il tempo e la possibilita' di redimersi e il primo no? e' giustizia questa se si tirano in ballo pene eterne da far sorridere le torture terrene? non voglio essere polemico ma e' una domanda assolutamente pertinente
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Sir Richard







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MessaggioInviato: Mer Mar 14, 2012 3:10 pm    Oggetto:  
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A parte il commento sulle "pene eterne da far sorridere le torture terrene" (che indica che non hai prestato la minima attenzione al mio post - forse perchè troppo lungo?) la questione, hai ragione, è molto pertinente. Lo straordinario filosofo e apologeta Glenn Miller l'ha trattata molto a fondo in uno dei suoi articoli:
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Come nota lui, ci sono molti fattori in gioco (ad esempio, le scelte che ognuno di noi fa possono andare a limitare la libertà delle scelte fatte da altri - quindi chi "regola" il tutto si ritrova costretto ad escludere il membro che causa disturbo. Miller cita anche delle esperienze personali come direttore esecutivo), ma possiamo avere fiducia nella competenza di un Essere onnisciente nel sapere a chi dare il "game over" e soprattutto, quando farlo.

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MessaggioInviato: Mer Mar 14, 2012 3:21 pm    Oggetto:  
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Sir Richard ha scritto:
A parte il commento sulle "pene eterne da far sorridere le torture terrene" (che indica che non hai prestato la minima attenzione al mio post - forse perchè troppo lungo?) la questione, hai ragione, è molto pertinente. Lo straordinario filosofo e apologeta Glenn Miller l'ha trattata molto a fondo in uno dei suoi articoli:
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Come nota lui, ci sono molti fattori in gioco (ad esempio, le scelte che ognuno di noi fa possono andare a limitare la libertà delle scelte fatte da altri - quindi chi "regola" il tutto si ritrova costretto ad escludere il membro che causa disturbo. Miller cita anche delle esperienze personali come direttore esecutivo), ma possiamo avere fiducia nella competenza di un Essere onnisciente nel sapere a chi dare il "game over" e soprattutto, quando farlo.
l'ho letto il tuo post....ma anche se non vi sono pene fisiche mi chiedo e' lecito se uno rifiuta dio patire in qualsivoglia modo per l'eternita'? a me sembra un aberrazione. l'eternita' ci rendiamo conto? dio non puo' permettere una cosa cosi atroce. e atroce e' un eufemismo. appunto sir richard io ho fiducia che se un giudizio ci sara' saranno analizzati miliardi di fattori.
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MessaggioInviato: Mer Mar 14, 2012 5:12 pm    Oggetto:  
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Non sappiamo quello che farà Dio...ma lui è libero di fare ciò che vuole, e di certo non possiamo noi giudicare il suo operato...
io so solo che ci ama e che è inifinitamente buono... nessuno ha detto che il ragazzo lontano da Dio per 20 anni che puoi muore va all'inferno... Dio guarda cosa c'è dentro quel ragazzo... E ne sa molto più di noi se permetti... Noi non abbiamo il diritto di giudicare niente e nessuno. E non ne abbiamo neppure le capacità...

L'Inferno ha le sue buone ragioni di esistere.

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"Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia."
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MessaggioInviato: Mer Mar 14, 2012 5:33 pm    Oggetto:  
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SG ha scritto:
Non sappiamo quello che farà Dio...ma lui è libero di fare ciò che vuole, e di certo non possiamo noi giudicare il suo operato...
io so solo che ci ama e che è inifinitamente buono... nessuno ha detto che il ragazzo lontano da Dio per 20 anni che puoi muore va all'inferno... Dio guarda cosa c'è dentro quel ragazzo... E ne sa molto più di noi se permetti... Noi non abbiamo il diritto di giudicare niente e nessuno. E non ne abbiamo neppure le capacità...

L'Inferno ha le sue buone ragioni di esistere.
quoto tutto tranne l'ultima riga. p.s. salvatore.....tu se dio ti giudicasse male(parlo di te come esempio) accetteresti di buon grado di soffrire per l'eternita'? io credo che solo la concezione sofferenza eterna sia solo a pensarci aberrante. un dio di amore non puo' fare questo Non va proprio io posso supporre e accettare che le religioni abbiano usato l'inferno come utile mezzo per evitare l'"anarchia". che poi non e' insito solo nei monoteismi anche i pagani gli egizi parlarono di inferno. gli orientali invece parlano di reincarnazione che mi sembra molto piu' "soft"
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MessaggioInviato: Mer Mar 14, 2012 7:09 pm    Oggetto:  
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BLACK POET ha scritto:
Sir Richard ha scritto:
A parte il commento sulle "pene eterne da far sorridere le torture terrene" (che indica che non hai prestato la minima attenzione al mio post - forse perchè troppo lungo?) la questione, hai ragione, è molto pertinente. Lo straordinario filosofo e apologeta Glenn Miller l'ha trattata molto a fondo in uno dei suoi articoli:
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Come nota lui, ci sono molti fattori in gioco (ad esempio, le scelte che ognuno di noi fa possono andare a limitare la libertà delle scelte fatte da altri - quindi chi "regola" il tutto si ritrova costretto ad escludere il membro che causa disturbo. Miller cita anche delle esperienze personali come direttore esecutivo), ma possiamo avere fiducia nella competenza di un Essere onnisciente nel sapere a chi dare il "game over" e soprattutto, quando farlo.


l'ho letto il tuo post....ma anche se non vi sono pene fisiche mi chiedo e' lecito se uno rifiuta dio patire in qualsivoglia modo per l'eternita'? a me sembra un aberrazione. l'eternita' ci rendiamo conto? dio non puo' permettere una cosa cosi atroce. e atroce e' un eufemismo. appunto sir richard io ho fiducia che se un giudizio ci sara' saranno analizzati miliardi di fattori.


Su questo sono d'accordo anch'io. Dio giudica caso per caso, e la sua perfetta benevolenza, nonchè la sua già menzionata onniscienza, assicurano la giustizia dei suoi giudizi.
Riguardo la lunghezza della punizione, anch'io ho "sentito" tutta la serietà della questione ponderando il concetto di giudizio "senza fine". Sono d'accordo con te che comprendere chiaramente il tipo di punizione inferto (assenza di Dio e disonore vs. torture fisiche) non risolve del tutto la questione, e che il prospetto di un tormento eterno, senza possibilità di essere inclusi nel regno, appaia incompatibile con la personalità divina.

D'altronde però, non possiamo che ragionare con i dati che abbiamo a disposizione - e sappiamo per certo dalle scritture (autenticate da molti segni attendibili) che 1) i peccatori saranno puniti e che 2) la loro punizione sarà eterna. L'annichilazionismo (la posizione che le anime dei dannati siano semplicemente "distrutte" da Dio) la trovo inaccettabile; vedi anche i commenti di Habermas e Moreland, citati da Miller in
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Mentre l'universalismo (la posizione che alla fine, tutti vengano salvati - forse è anche la tua posizione, Black Poet?) la trovo irriconciliabile con i numerosi inviti all'evangelizzazione nei Vangeli e altrove. Se "tutti alla fine staranno bene", perchè la Bibbia (compreso Gesù stesso) ci manda ad "annunciare la buona notizia a tutte le genti"? Non potremmo starcene invece sul divano a mangiare patatine, se non ci fosse veramente alcun pericolo per nessuno?

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MessaggioInviato: Mer Mar 14, 2012 7:34 pm    Oggetto:  
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BLACK POET ha scritto:
SG ha scritto:
Non sappiamo quello che farà Dio...ma lui è libero di fare ciò che vuole, e di certo non possiamo noi giudicare il suo operato...
io so solo che ci ama e che è inifinitamente buono... nessuno ha detto che il ragazzo lontano da Dio per 20 anni che puoi muore va all'inferno... Dio guarda cosa c'è dentro quel ragazzo... E ne sa molto più di noi se permetti... Noi non abbiamo il diritto di giudicare niente e nessuno. E non ne abbiamo neppure le capacità...

L'Inferno ha le sue buone ragioni di esistere.
quoto tutto tranne l'ultima riga. p.s. salvatore.....tu se dio ti giudicasse male(parlo di te come esempio) accetteresti di buon grado di soffrire per l'eternita'? io credo che solo la concezione sofferenza eterna sia solo a pensarci aberrante. un dio di amore non puo' fare questo Non va proprio io posso supporre e accettare che le religioni abbiano usato l'inferno come utile mezzo per evitare l'"anarchia". che poi non e' insito solo nei monoteismi anche i pagani gli egizi parlarono di inferno. gli orientali invece parlano di reincarnazione che mi sembra molto piu' "soft"

La grandezza di Dio sta nella sua Volontà e Possibilità di perdonarti tutto e sempre

Se una persona ti fa un grave torno, e tu la perdoni ma lei non accetta il tuo perdono, non vuole il tuo perdono, rifiuta il tuo perdono... Tu cosa puoi fare? Quella persona è libera, ha il libero arbitrio, e può decidere benissimo di non accettare che tu l'abbia perdonata (per il fatto che non è pentita del suo comportamento nei tuoi confronti)

Quella persona ha fatto la sua scelta da sola... è libera di farlo...

l'Inferno più che una "punizione" è una condizione automatica in cui ci si viene a trovare da soli

Potenzialmente Dio potrebbe salvare tutti, senza eccezione... Cristiani e non... Dipende da cosa c'è nel loro cuore... e come dici tu prende in esame TUTTI i fattori che compongono quella persona e il suo comportamento...

Prendi i bambini abortiti, non possono neppure ricevere il battesimo, e sono segnati dal peccato originale...dove vanno all'inferno? Assolutamente no! In quanto Dio stesso conosce tutto, sa tutto...

Noi non siamo Dio, ma dovremmo cercare di vedere le cose più da un punto di vista "trascendente" che esclusivamente materiale... Tu ragioni ancora come se l'Inferno fosse una pena, una tortura inflitta da Dio con cattiveria e gente malvagia...
Invece non è propriamente così... L'inferno è la lontananza da Dio...chi vive lontano da Dio, senza Luce, vive l'Inferno... Dio cosa può fare? Andare da lui? Si... può andare da lui...e lo fa... TUTTI I GIORNI...ma se viene rifiutato, non può farci niente...siamo liberi di scegliere...

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MessaggioInviato: Gio Mar 15, 2012 2:40 am    Oggetto:  
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Su questo sono d'accordo anch'io. Dio giudica caso per caso, e la sua perfetta benevolenza, nonchè la sua già menzionata onniscienza, assicurano la giustizia dei suoi giudizi.
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D'altronde però, non possiamo che ragionare con i dati che abbiamo a disposizione - e sappiamo per certo dalle scritture (autenticate da molti segni attendibili) che 1) i peccatori saranno puniti e che 2) la loro punizione sarà eterna. L'annichilazionismo (la posizione che le anime dei dannati siano semplicemente "distrutte" da Dio) la trovo inaccettabile; vedi anche i commenti di Habermas e Moreland, citati da Miller in
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io mi riconosco piu' che nell' universalismo nell' annichilazionismo in quanto nessuno ha chiesto a dio di nascere. puoi comprendere la mia posizione o ti sembra assurda? io la vedo molto "umana" e come principio ineccepibile. il punto e' che dio ci ha dato la vita ma noi non l'abbiamo chiesta quindi una pena eterna mi sembra ancora piu' assurda. se non sbaglio anche i testimoni di geova sono annichilazionisti. poi sir tutto sta se esiste o meno il libero arbitrio perche' se non esiste cade tutta l'impalcatura dell' inferno.
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MessaggioInviato: Gio Mar 15, 2012 9:31 am    Oggetto:  
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Scusa, ma se permetti neanche io ho mai chiesto di nascere ai miei genitori.

ciò non vuol dire che loro non possano darmi punizioni nel caso io mi comporti, o mi sia comportato da più piccolo male e in contrasto coi loro principi. E ciò non vuol dire che io possa fare quello che voglio.

Nonostante tutto sono contentissimo di questo dono, che io so provenire da Dio, che è la Vita, tramite i miei genitori...

Ti dirò di più: sono contento delle punizioni o delle sgridate ricevuto (e che ricevo), perché senza di quelle non sarei cresciuto e diventato come sono adesso

Non puoi dire "io non l'ho chiesto" se fossi consapevole del vero valore della vita..... Se al tuo compleanno ti regalo una bellissima chitarra + lezioni gratis da un grande mastro, non dirai mai "non tel'ho chiesto"... Preferisci una chitarra alla vita?
non credo proprio...

Dovremmo solo essere grati a Dio per la nostra vita, che noi stiamo buttando nel cesso come fosse un videogioco, e la stiamo privando ogni giorno sempre più del suo valore.... Nonostante tutto Lui ha mandato Gesù per i nostri peccati... Nessun dio al mondo l'avrebbe mai fatto... lui si... E ci perdona TUTTI. Se noi non accettiamo il suo perdono, e ci comportiamo da bestie, è un nostro problema, lui ha tutte le buone intenzioni di non farci "suicidare"

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MessaggioInviato: Gio Mar 15, 2012 9:33 am    Oggetto:  
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Scusa, ma se permetti neanche io ho mai chiesto di nascere ai miei genitori.

ciò non vuol dire che loro non possano darmi punizioni nel caso io mi comporti, o mi sia comportato da più piccolo male e in contrasto coi loro principi. E ciò non vuol dire che io possa fare quello che voglio.

Nonostante tutto sono contentissimo di questo dono, che io so provenire da Dio, che è la Vita, tramite i miei genitori...

Ti dirò di più: sono contento delle punizioni o delle sgridate ricevuto (e che ricevo), perché senza di quelle non sarei cresciuto e diventato come sono adesso

Non puoi dire "io non l'ho chiesto" se fossi consapevole del vero valore della vita..... Se al tuo compleanno ti regalo una bellissima chitarra + lezioni gratis da un grande mastro, non dirai mai "non tel'ho chiesto"... Preferisci una chitarra alla vita?
non credo proprio...

Dovremmo solo essere grati a Dio per la nostra vita, che noi stiamo buttando nel cesso come fosse un videogioco, e la stiamo privando ogni giorno sempre più del suo valore.... Nonostante tutto Lui ha mandato Gesù per i nostri peccati... Nessun dio al mondo l'avrebbe mai fatto... lui si... E ci perdona TUTTI. Se noi non accettiamo il suo perdono, e ci comportiamo da bestie, è un nostro problema, lui ha tutte le buone intenzioni di non farci "suicidare"

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MessaggioInviato: Gio Mar 15, 2012 12:03 pm    Oggetto:  
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SG ha scritto:
Scusa, ma se permetti neanche io ho mai chiesto di nascere ai miei genitori.

ciò non vuol dire che loro non possano darmi punizioni nel caso io mi comporti, o mi sia comportato da più piccolo male e in contrasto coi loro principi. E ciò non vuol dire che io possa fare quello che voglio.

Nonostante tutto sono contentissimo di questo dono, che io so provenire da Dio, che è la Vita, tramite i miei genitori...

Ti dirò di più: sono contento delle punizioni o delle sgridate ricevuto (e che ricevo), perché senza di quelle non sarei cresciuto e diventato come sono adesso

Non puoi dire "io non l'ho chiesto" se fossi consapevole del vero valore della vita..... Se al tuo compleanno ti regalo una bellissima chitarra + lezioni gratis da un grande mastro, non dirai mai "non tel'ho chiesto"... Preferisci una chitarra alla vita?
non credo proprio...

Dovremmo solo essere grati a Dio per la nostra vita, che noi stiamo buttando nel cesso come fosse un videogioco, e la stiamo privando ogni giorno sempre più del suo valore.... Nonostante tutto Lui ha mandato Gesù per i nostri peccati... Nessun dio al mondo l'avrebbe mai fatto... lui si... E ci perdona TUTTI. Se noi non accettiamo il suo perdono, e ci comportiamo da bestie, è un nostro problema, lui ha tutte le buone intenzioni di non farci "suicidare"
salvatore rispetto il tuo punto di vista. per controbattere dovrei rientrare nella filosofia e nella scienza ma non e' permesso(rispetto le regole del forum ma mi e' impossibile risponderti altrimenti, riaprissero la sezione chiusa se ne potrebbe dibattere approfonditamente).si i genitori ti puniscono ma non si mettono a torturarti per il resto della vita e anche se fosse tutto avrebbe un tempo una fine della loro punizione. ma qui si parla di eternita' ragazzi! dolore fisico o psichico eterno! mi sembra un concetto folle inaccettabile umanamente. poi ognuno resti sulle sue posizioni tanto non se ne esce. se c'e' una cosa che a volte mi ha fatto riflettere e scontrarmi con la religione e' proprio il concetto di "inferno". il mio pensiero e' che terminata questa folle vita possiamo riposarci tutti ma proprio tutti nessuno escluso. Sorriso
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MessaggioInviato: Gio Mar 15, 2012 1:23 pm    Oggetto:  
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Si ma continui a pensare che sia Dio a torturarli...! non è cosi...

Se sbagli il concetto di fondo, è chiaro che la visione cambia...

Loro se lo scelgono l'Inferno...! Perché l'inferno è la lontananza da Dio! Lontananza da Dio per l'eternità, si! esatto... ma perché loro la scelgono questa lontananza non volendo Dio!

Dio non li mette dentro un fuoco facendogli bruciare la carne per tutta la vita... o non li fa torturare flagellandoli e calpestandoli... Dio non fa proprio niente

Esempio (e poi chiudo qui): io scappo di casa a 15 anni perché sono un ragazzino che vuole divertirsi e che non vuole mai piu tornare...ma cosi facendo poi soffro immensamente......nonostante questa sofferenza, mi impunto a non tornare, rimane con me stesso..... la colpa è dei miei genitori?? NO perché se io tornassi mi accoglierebbero nuovamente...magari mi avrebbero già perdonato! Sono io che non torno e per questo sto male!

In questo esempio: Dio è il genitore, io sono il figlio. Scappo senza motivo, non torno e sto male. Dio mi aspetta e mi vuole con se, ma io non voglio lui. Io resto fuori = Inferno

E' errato pensare al contrario questo esempio: io sono il figlio, faccio torto ai miei genitori, e loro mi puniscono per tutta la vita. Dio non si comporta cosi!! il Signore essendo infinitamente buono si comporta come l'esempio sopra: aspetta, desidera, vuole e perdona... Ti perdona anche se non vuoi essere perdonato, ma avendo il libero arbitrio, sei tu che stai lontano da lui, e non lui da te... Più lui si avvicina, piu tu ti allontani = lontananza da Dio = Inferno

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MessaggioInviato: Gio Mar 15, 2012 1:30 pm    Oggetto:  
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SG ha scritto:
Si ma continui a pensare che sia Dio a torturarli...! non è cosi...

Se sbagli il concetto di fondo, è chiaro che la visione cambia...

Loro se lo scelgono l'Inferno...! Perché l'inferno è la lontananza da Dio! Lontananza da Dio per l'eternità, si! esatto... ma perché loro la scelgono questa lontananza non volendo Dio!

Dio non li mette dentro un fuoco facendogli bruciare la carne per tutta la vita... o non li fa torturare flagellandoli e calpestandoli... Dio non fa proprio niente

Esempio (e poi chiudo qui): io scappo di casa a 15 anni perché sono un ragazzino che vuole divertirsi e che non vuole mai piu tornare...ma cosi facendo poi soffro immensamente......nonostante questa sofferenza, mi impunto a non tornare, rimane con me stesso..... la colpa è dei miei genitori?? NO perché se io tornassi mi accoglierebbero nuovamente...magari mi avrebbero già perdonato! Sono io che non torno e per questo sto male!

In questo esempio: Dio è il genitore, io sono il figlio. Scappo senza motivo, non torno e sto male. Dio mi aspetta e mi vuole con se, ma io non voglio lui. Io resto fuori = Inferno

E' errato pensare al contrario questo esempio: io sono il figlio, faccio torto ai miei genitori, e loro mi puniscono per tutta la vita. Dio non si comporta cosi!! il Signore essendo infinitamente buono si comporta come l'esempio sopra: aspetta, desidera, vuole e perdona... Ti perdona anche se non vuoi essere perdonato, ma avendo il libero arbitrio, sei tu che stai lontano da lui, e non lui da te... Più lui si avvicina, piu tu ti allontani = lontananza da Dio = Inferno
ora mi e' piu' chiara la tua posizione. comunque tutto sta a vedere se esiste o meno il libero arbitrio e' su quello che tutto si fonda. chiudo qui anche io perche' non e' la sezione filosofia. perche' se non esiste si va al concetto di predestinazione.
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MessaggioInviato: Gio Mar 15, 2012 8:24 pm    Oggetto:  
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Converso ha scritto:
L'inferno oltre che uno stato sarà necessariamente anche un luogo, dato che saremo tutti dannati o beati con il nostro corpo reale.

Per quanto riguarda le fiamme, che negli inferi vi sia il fuoco è una visione largamente accettata dalla dottrina cattolica e confermata dalla visione dei mistici, inoltre Gesù li paragonava alla Geenna, che era il luogo dove venivano incineriti i rifiuti.


Credo che l'Inferno, così come il Paradiso, debba necessariamente essere un luogo perché, se diciamo di credere nella resurrezione della carne, un posto dove poggiare i piedi dobbiamo averlo in qualunque caso. Sono luoghi ma anche stati, il primo di dannazione (il senso di rimorso, il pianto e stridore di denti che si legge nei vangeli) e l'altro di beatitudine (assenza di peccato e di concupiscenza).

Quando devo spiegare la conciliazione tra l'Inferno e l'amore di Dio faccio sempre lo stesso esempio:

Un ragazzo davvero buono è innamorato perdutamente di una ragazza, e un giorno si dichiara. Insieme avrebbero formato una famiglia meravigliosa e avrebbero vissuto felicissimi, ma ahimé la ragazza lo rifiuta e sposa un uomo crudele che la tradirà.

Non avrebbe senso se il primo ragazzo (quello buono) obbligasse la ragazza a sposarlo, anche se è sicuro che la loro vita sarà immensamente migliore in questo modo. Non sarebbe più amore. L'amore implica questa libertà e ogni giorno ne facciamo esperienza.

Poi suggerisco di non analizzare i casi singolarmente (il ragazzo che si droga etc...) perché soltanto Dio conosce la nostra interiorità e solo Lui sa se siamo in buona fede, anche se rifiutiamo il Suo amore. Non è impossibile immaginare un drogato, un ateo che muoia e vada in paradiso, se era in buona fede.
La bestemmia dello Spirito Santo, ossia il rifiuto cosciente della presenza di Dio nonostante la sua evidenza, sarà quella a non essere perdonata, dice il vangelo.

Si può pensare, perciò, che l'Inferno non sia poi tanto popolato (non certo vuoto).
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MessaggioInviato: Gio Mar 15, 2012 9:34 pm    Oggetto:  
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Credo che l'Inferno, così come il Paradiso, debba necessariamente essere un luogo perché, se diciamo di credere nella resurrezione della carne, un posto dove poggiare i piedi dobbiamo averlo in qualunque caso. Sono luoghi ma anche stati, il primo di dannazione (il senso di rimorso, il pianto e stridore di denti che si legge nei vangeli) e l'altro di beatitudine (assenza di peccato e di concupiscenza).


Cosa ne pensi dunque di ciò che ho notato nel thread linkato sopra (ovvero che, visto che il regno di Dio sarà su questa terra, ai dannati resterà nientemeno che il resto dell'universo nel quale scorrazzare dopo la "nuova creazione")? Secondo me la dottrina della resurrezione della carne non ostacola minimamente l'ipotesi che l'inferno sia uno "stato" (nella versione preferita dal sottoscritto in base all'evidenza antropologica e letteraria, uno stato di disonore provocato dall'indifferenza da parte di Dio nei rispetti del dannato, e dalla sua profonda consapevolezza di essere un peccatore - più o meno profonda a seconda della gravità dei peccati commessi).

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MessaggioInviato: Ven Mar 16, 2012 3:59 pm    Oggetto:  
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Sir Richard ha scritto:
Cosa ne pensi dunque di ciò che ho notato nel thread linkato sopra (ovvero che, visto che il regno di Dio sarà su questa terra, ai dannati resterà nientemeno che il resto dell'universo nel quale scorrazzare dopo la "nuova creazione")? Secondo me la dottrina della resurrezione della carne non ostacola minimamente l'ipotesi che l'inferno sia uno "stato" (nella versione preferita dal sottoscritto in base all'evidenza antropologica e letteraria, uno stato di disonore provocato dall'indifferenza da parte di Dio nei rispetti del dannato, e dalla sua profonda consapevolezza di essere un peccatore - più o meno profonda a seconda della gravità dei peccati commessi).


Sì non ci vedo nemmeno io una contraddizione, infatti ho scritto che oltre ad essere un luogo, in tale luogo l'anima è immersa in uno stato che si può chiamare dannazione.

Sulla prima parte del post non ti saprei dire, non mi sono mai chiesto dove sarà il paradiso.
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MessaggioInviato: Sab Mar 17, 2012 12:04 pm    Oggetto:  
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The Silent Man ha scritto:
Sir Richard ha scritto:
Cosa ne pensi dunque di ciò che ho notato nel thread linkato sopra (ovvero che, visto che il regno di Dio sarà su questa terra, ai dannati resterà nientemeno che il resto dell'universo nel quale scorrazzare dopo la "nuova creazione")? Secondo me la dottrina della resurrezione della carne non ostacola minimamente l'ipotesi che l'inferno sia uno "stato" (nella versione preferita dal sottoscritto in base all'evidenza antropologica e letteraria, uno stato di disonore provocato dall'indifferenza da parte di Dio nei rispetti del dannato, e dalla sua profonda consapevolezza di essere un peccatore - più o meno profonda a seconda della gravità dei peccati commessi).


Sì non ci vedo nemmeno io una contraddizione, infatti ho scritto che oltre ad essere un luogo, in tale luogo l'anima è immersa in uno stato che si può chiamare dannazione.

Sulla prima parte del post non ti saprei dire, non mi sono mai chiesto dove sarà il paradiso.
beh l'inferno con le fiamme credo sia direttamente proporzionale al paradiso su una nuvoletta della lavazza.
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MessaggioInviato: Sab Mar 17, 2012 1:23 pm    Oggetto:  
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BLACK POET ha scritto:
beh l'inferno con le fiamme credo sia direttamente proporzionale al paradiso su una nuvoletta della lavazza.


Fondamentalmente sì, anche il modo in cui è fatto il paradiso non mi interessa particolarmente. Sappiamo che lì si sta bene (si sta da Dio XD ), questo mi basta!
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